Antologia critica

La sua pittura ha l'ansia inevitabile di arricchimenti, ma non ha dimenticato il punto di partenza.
Raffaello Giolli, Presentazione mostra “Pitture di Trento Longaretti”, Galleria della Rotonda, Bergamo, 1943.

...Si può forse intravedere nell'opera pittorica del Longaretti uno spirito mistico, per certe espressioni, nelle loro sintesi, dolorose, quasi religiose, ma io penso che mistico egli non sia e che l'espressione intera di lui nasca proprio e soltanto dalla semplicità dell'animo suo, dal chiaro onesto guardare e considerare gli uomini e le cose...
Aldo Carpi, Presentazione mostra “Longaretti”, Galleria della Rotonda, Bergamo, 1956.

Subito nei primi giorni di Brera, nel dicembre del '39, io avevo avvertito attrazione per Longaretti... Allora, Longaretti, molti lo ricorderanno, era considerato un ragazzo prodigio. Faceva infatti allora disegni straordinariamente commossi e personali, o perlomeno e più giustamente, era straordinario in lui così giovane, il dono d'assimilazione e traduzione, quasi incosciente, di inquietudini e stilismi, tra Soutine, Modigliani e Carpi... non quel tono, ne la sua commovente generosità e gentilezza mi avevano attratto a lui, ma piuttosto un contrasto che gli avevo scoperto, tra natura accorata e al tempo stesso scettica tra personalità molto precisa e altrettanto inquieta, e oltre a ciò la sua capacità di dominare, di sopraffare quel contrasto in una costante 'tenuta' silenziosa staccata e solitaria.
Ennio Morlotti, Presentazione mostra “Longaretti”, Galleria della Rotonda, Bergamo, 1956.

...Preferisce inventare anziché ripetere, vuole che l'opera nasca tutta dall'intimo, che sia figlia solo della sua spontaneità creatrice e del suo mondo intimo...

... La sua natura profonda può apparirci complessa e semplice, nello stesso tempo. Non è affatto un misantropo, ne un infelice...
... I suoi personaggi sembrano... vivere, malgrado la loro insistente malinconia, in un ambiente caldo ed intimo che ha il compito di proteggere la loro tristezza. Anche le sue nature morte, sedie e brocche soprattutto, diventano nelle sue opere dei personaggi solitari che vivono in ambienti caldi ed amici...
Giorgio Kaisserlian, Longaretti, Edizioni del Centro Culturale S. Fedele, Milano, 1958.

...Oggi nel pieno di una maturità che si manifesta in un'in- superabile padronanza dei mezzi espressivi, volti all'esplorazione di un'interiorità pacatamente sofferta, l'artista lombardo non ha mutato per nulla i pretesti narrativi della propria pittura...

...la soluzione dello spazio si pone non secondo una concezione statica (scatola che racchiude qualche cosa), bensì quale proiezione dinamica, estremamente mobile, di una immagine pensata, fantasticata al di là delle dimensioni fisiche...
Carlo Pirovano, Presentazione mostra “Longaretti: mostra antologica”, Città di Treviglio, Treviglio, 1966.


Prima d'essere una qualsiasi immagine descritta, un quadro di Longaretti è una stesura di colori, assolutamente svincolata da modelli o da riferimenti naturali...

...quando il quadro è già molto avanzato nelle sue componenti strutturali, dal magma fantasmagorico emergono e si definiscono gli interpreti trasognati della sua filosofia irrazionale...
...il colore s'addensa in placche diacroniche, dove la giustezza tonale si riattinge per via di richiami ed assonanze, non più per accostamenti e giustapposizioni metodiche...
...la luce non è più un fattore esterno, scientificamente controllabile, ma si è trasfusa nell'immagine stessa, irradia, per così dire, dal di dentro, fluida e trepidante...
Carlo Pirovano, Longaretti, Electa Editrice, Milano, 1972.


... La giustificazione teorica e concettuale del racconto, sia pure sfumato ed allusivo, sottende alla stesura pittorica con indefettibile rigore, con la dura determinatezza delle fedi intoccabili; è semmai la tenerezza patetica del colore a sporcare di sbavature irrazionali il nucleo saldo dell'invenzione: uno spiraglio, un germe maligno che fruttificherà rigoglioso nella 'perdizione' estrema del lavoro degli ultimi anni...Carlo Pirovano, Presentazione mostra “La madre 1957-1977”, Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 1977.

...Nei termini propri dell'estetica di Jacques Maritain potremmo dire che nella prospettiva di Longaretti il piano dell'artisticità si mantiene in continuo contatto con la sfera delle illuminazioni poetiche, ossia di quella conoscenza intuitiva, che oscuramente sperimentiamo, di noi stessi nello specchio delle cose del mondo sensibile e delle cose in noi, per cui figure e situazioni della realtà anche più banale ci appaiono in un lampo come se le vedessimo per la prima volta, in novissima luce...
Gian Alberto Dell'Acqua, Longaretti - Cinquant'anni di pittura, Grafica e Arte, Bergamo, 1980.


...due momenti dell'espressività longarettiana, la linea continua, perentoria nel definire la figura e accanto, ad ammorbidirne le grafiche prepotenze e le giansenistiche purezze, una lombardissima ombratura di nuvole, echi, parvenze, affettuose velature colorate...

...due direzioni operative: una di studio, sperimentazione e documentazione della parallela tematica pittorica; l'altra invece, di rapida, sapida annotazione dal vero, desunta dai viaggi, dalle escursioni e dalle meditazioni quotidiane insomma, dove la cronaca s'arresta a captare l'immagine nella sua immanenza, nella sua vitalità di gesto e di verbo...
Giorgio Mascherpa, Presentazione mostra “Longaretti – Disegni”, Centro Culturale San Fedele, Milano, 1982.


...Un colore, dunque, che ha sempre immediati agganci con la vita in senso fisico e sentimentale, una malinconia che s'ammanta di speranza; una tenerezza che la solitudi-ne estrema di questi personaggi...
Giorgio Mascherpa, Presentazione mostra “Longaretti - Viole, violini e violoncelli compagni di viaggio”, Centro Culturale "Città di Cremona", Cremona, 1985.

...Longaretti ha tutto: un ardore, un fuoco incontenibili, a cui la pittura non sembra bastare: gli opposti abissi di tenebra e di eterna letizia; un lieve delirio, che sfuma le sensazioni; il dono di cogliere il reale e l'irreale appena si producano, e di fonderli nell'incantesimo di un unico sogno.
...Quando Longaretti dipinge... penetra, illumina, chiarisce, ma con un ultimo gesto risveglia l'ombra, suscita l'ombra, che si insinua in ogni angolo vuoto lasciato dalla straordinaria volontà della sua mano...
...Longaretti è un originale artista, che vivendo nello splendore della luce non fa che investigare, ingigantire la notte.
Floriano De Santi, Presentazione mostra “Longaretti - Mostra antologica e donazione”, Museo Civico, Città di Treviglio, 1986.


Viola, rosso, giallo, torna Longaretti! E sono sicuro che nel suo viaggiare dietro i quadri che approdano in galleria, egli sogna talvolta l'estro avventuroso di un frescante o di uno scalpellino di altri tempi. Ora qua ora là, dove chiama il mestiere, la gente o la grazia di Dio. Ma non c'è più chiamata per l'artista moderno, fatica e rendita maturano in solitudine, devono affidarsi periodicamente all'attesa di una frantumata, dispersa coralità: diffìcile da ricomporre nelle stesse chiese dove Longaretti ama attingere parabole e santi...
Lorenzo Mondo, Presentazione mostra “Trento Longaretti”, Galleria L'Approdo. Torino, 1987

...perché l'identità stilistica, la ininterrotta visione morale ancor prima che estetica, l'impiego del disegno come strumento dì conoscenza, istituiscono una unità poetica...
...Raramente come in Longaretti si è inverato il giudizio di un grande autore, non dico di un critico, che i disegni sono le carte dell'onestà di un artista. Non limitano la creatività, l'ingresso nei luoghi dell'anima, le sorgive delle memorie, fantasie e pietà...
Alberico Sala, Longaretti 100 disegni, Orlando Consonni Editore, Collana d'arte Ponte Rosso, Milano, 1988.

...il rilievo dato alla figura umana, assunta quasi a simbolo di tutta la vita, interprete delle verità terrene e di altre che si annodano nell'anima sul filo dei sentimenti...
Luigi Carluccio dall'Antologia Critica tratta da Longaretti 100 disegni, di Alberico Sala, Orlando Consonni Editore, Collana d'arte Ponte Rosso, Milano, 1988.

...forme che trovano differenti armonie, nel ritmo sempre dolce, un malinconico adagio, di composizione ben elaborata...
Franco Russoli dall'Antologia Critica tratta da Longaretti 100 disegni, di Alberico Sala, Orlando Consonni Editore, Collana d'arte Ponte Rosso Milano, 1988.


...gradatamente alleggerendolo in un tocco rapido e lieve, di sapore moderno, che le sue splendide attitudini disegnative rendono straordinariamente sicuro nell'immediata definizione della forma...Marziano Bernardi dall'Antologia Critica tratta da Longaretti 100 disegni, di Alberico Sala, Orlando Consonni Editore, Collana d'arte Ponte Rosso Milano, 1988.

...è quindi un incrocio interessante di situazioni che, negli anni bellici, poteva essere in affinità col gruppo di Corrente che si è venuta man mano maturando in modi singolari e ora tipicamente longarettiani...
Marco Valsecchi dall'Antologia Critica tratta da Longaretti 100 disegni, di Alberico Sala, Orlando Consonni Editore, Collana d'arte Ponte Rosso, Milano, 1988.


..la sciolta delicatezza che ne distingue il segno armoniosamente incisivo, quasi commosso nella sua lieve gestualità pittorica...
Angelo Dragone dall'Antologia Critica tratta da Longaretti 100 disegni, di Alberico Sala, Orlando Consonni Editore, Collana d'arte Ponte Rosso, Milano, 1988.

...La sua poetica non è umanitaria, ma necessitata da profonde ragioni culturali; e certamente esprime una pittura non di apparenza ma di sostanza religiosa...
...C'è qualcosa di ebraico, di biblico, nell'umanità di Longaretti, uno stridore consolatorio come nella certezza che l'uomo dovrà arrivare alla fine di una lunghissima pena, senza un grido, senza un lamento...
…La composizione assume un ritmo implacabile, una cadenza assolutamente armoniosa, dove il segno e il colore si incastrano, cancellando anche la memoria dei conflitti e il sussidio delle fonti...
Vittorio Sgarbi, Presentazione mostra “Longaretti”, Galerie zur Krone, Bàtterkinden,1989.


...Longaretti non è nuovo a soggetti religiosi, e in questo senso le sue opere più ragguardevoli... si allargano indeterminabilmente sulla scena del sacro, raggiunto per naturale afflato e intensa partecipazione al mistero vitale...
...Le figure fluttuano e quasi si sciolgono nella naturale, felice intermittenza di un cromatismo spirituale ed etereo. Lo spazio è ancora là, ma immaterialmente incarnato nelle profondità della vita e nell'intensità dell'ulteriore vita metafisica. Consegnato ad un assoluto che non rinnega il rapporto col mondo.
Floriano De Santi, Presentazione mostra “Il sacro nella vita di un artista”, Museo del Duomo di Milano, Milano, 1993.

...un tratto spedito, a larghe pennellate, ma intriso di pullulanti parvenze di un segreto decorativismo, anch'esso povero, non giocato su splendori materici, tuttavia sufficiente a conferire al racconto intonazione da favola...
Rossana Bossaglia, Viaggio nella pittura, Presentazione mostra “Trento Longaretti”, Galleria d'Arte Ponte Rosso, Milano 1993.

...è lecito parlare allora di figure senza radici apparenti, o meglio inserite in un flusso della vicenda umana che è quello della morale e non della storia.
Alberto Veca, Presentazione mostra “Excursus – Longaretti da Brera a Carrara”, Galleria Lorenzelli, Bergamo, 1996.


...compagni di meditazioni di Longaretti, che hanno allietato questi anni maturi, quelli che sono aldilà delle nostre passioni e nei quali tuttavia si acutizzano i sentimenti che rievocano la gioventù e persino l'infanzia. Sono quadri di misurato splendore ma anche di una severa proposta compositiva che per venticinque anni, all'Accademia di Bergamo, ha insegnato a dipingere a frotte di allievi.
Raffaele De Grada, Presentazione mostra "Nature morte" e "Venezie", Galleria Sacerdoti, Milano, 1997.

...il suo percorso, lungo tanto quanto operoso, ha avuto per contrassegno la ricerca di un apparato stilistico che contemperasse, in pari dignità e responsabilità, un rapporto profondo e avvertito con l'identità storica della pittura e i trascorrimenti espressivi, le riduzioni brusche e forti, le accelerazioni formali, della modernità...
Flaminio Gualdoni, "Trento Longaretti e opere scelte del '900", B&B Arte, Mantova, 1998.


...Longaretti appare aperto al nuovo, mantenendo comunque sempre un atteggiamento silente e meditativo, che non guarda ne troppo al passato, ne dimostra la foga e la concitazione dei pittori d'avanguardia. In sintonia con Maria Mafai, Longaretti è a favore di una "Signora Pittura" come scrive nel 1944: "Credo di aver scoperto il valore della poesia e quanto valga il sentimento come iniziatore dell'opera in pittura. Buona pittura, essenziale pittura, come la ricostruirono i grandi maestri contemporanei, ma non solo buona pittura: ci deve essere del calore, dell'umanità in essa, non tanto cervello quanto cuore"... Ed è quello che il maestro fa quotidianamente e mette tuttora in ogni sua opera.
Maria Luisa Trevisan, “Trento Longaretti”, B&B Arte, Mantova, 2001

...La sua è una pittura di grande spessore: la pennellata è corposa, densa, carica di colore. La stesura dell'olio è piena, prevede ampie campiture che riprendono i colori della terra, ma anche i porpora e i blu degli stracci dei mantelli. Sono i colori della sofferenza che si mescolano ai toni della speranza. Il cammino è affrontato nel segno della ricerca di una condizione migliore da raggiungere insieme. E un cammino di coraggio e di fiducia. Come a dire che il senso ultimo di quel peregrinare è altrove, in una dimensione superiore...
Paola Artoni, Presentazione mostra “Trento Longaretti - Una vita per la pittura”, Società Promotrice delle Belle Arti, Torino, 2002


....E' forse la prima volta che un tema di Longaretti, i "fuggiaschi", palesa un'attualità tanto bruciante. La gente del Kossovo, i tragici fatti del nostro tempo, premono con tale urgenza alla coscienza, che il pittore può rinvenire nella nuova, emblematica rappresentazione dei "fuggiaschi" e dei paesaggi bruciati, una drammatica metafora dei nostri giorni .......
Gianfranco Bruno, mostra "Trento Longaretti", Serrone di Villa Reale, Monza, 2002

.....Tutta la storia di Longaretti registra un'oscillazione tra un sentimento del mondo che si esprime nella raffigurazione di temi connessi a talune fondamentali riflessioni sulla vita e sul destino dell'uomo, e una risentita presa di coscienza di come quei medesimi temi, calati nella condizione del nostro tempo, si connotino di una drammaticità che l'artista sente esigenza di esprimere con una forza e un'ampiezza tali da facilitarne l'emozionale assunzione.
.....Le grandi opere del 2001-2003, oltre a rappresentare la condensazione più comunicativa ed evidente dei temi palesanti l'impegno etico dell'artista, porgono valori di pittura che attestano come ogni immagine nasca sempre da un assiduo affondamento del tema nella coscienza dell'artista.
.....E' certo, insomma, che queste opere recenti rappresentano un vertice dell'arte di Longaretti, dal momento che conducono ad una felicissima sintesi la complessità di contenuti propri alla sua pittura, celebrando insieme il trionfo della sua qualità come mezzo espressivo cui egli ha sempre con fiducia affidato il proprio messaggio.
Gianfranco Bruno, mostra "Trento Longaretti, - La forza dell'immagine", Magazzini del Sale, Venezia 2003



.....Le opere "astratte" non sono opere figurative lasciate allo stato embrionale, bensì opere in se stesse, complete e finite che rappresentano, molto spesso, l'espressione più intima e privata dell'artista..... Su queste "telette" Trento Longaretti dipinge gli inizi dei suoi personalissimi ricordi attraverso accordi cromatici, o variazioni tonali, o giochi di ritmi, pause e silenzi, sufficienti per lui a rievocare il tutto .......
....Sono gli uomini umili, i vagabondi, i giramondo, sono ognuno di noi: ci possiamo specchiare nei loro dubbi, possiamo condividere la loro capacità di amare, forse possiamo ascoltare la stessa musica e avere lo stesso desiderio di capire il mistero della ciclicità della vita. Al di là di ogni sentimento puramente religioso, questi erranti divengono allora metafora delle domande di ciascun Uomo: "Da dove vengono?", "Dove sto andando?" ......
Silvia Carminati, mostra "Opere di ricerca" – "L'Ebraismo immaginario e i Giramondo", Museo Civico, Treviglio, 2003


.... In queste opere recenti di grande formato Longaretti porta ad una totale essenzialità l'immagine. Vi compare un'unica grande figura sola, decentrata nello spazio in cui si accampa: una fantasmatica icona chiusa nella compattezza plastica del proprio apparire. S'erge sullo spazio ma non partecipa: ché anzi le finissime, innumerevoli eco di luminoso colore, di cui lo spazio è intessuto, ne dilatano a un punto l'ampiezza per cui esso risulta l'ineffabile estensione nella quale la figura vive la propria solitudine .....
Gianfranco Bruno, mostra "Opere storiche – Nuovi percorsi", Palazzo della Ragione, Bergamo 2004

.... Parrebbe lecito chiedersi quale matrice possa aver pervaso gli occhi di un pittore come Trento Longaretti, lombardo, di quella bergamasca che ha visto fiorire il genere pauperistico in pittura, e nel contempo sensibile sia alle proposte di maestri del Novecento (da Aldo Carpi a Cezanne, Sironi, Soutine o Chagall), sia alle suggestioni dinamiche di certa parte della pittura europea sviluppatasi nella prima metà del secolo scorso. E poi l'ebraismo, un filo rosso che pare unire antiche e placide città padane (quali Mantova e Ferrara)con la Mitteleuropa ...
Paolo Bertelli, mostra "Omaggio a Praga" – Istituto Italiano di Cultura, Praga, 2004/2005


.... Dopo tanti anni la luce della sua pittura ha vinto molte scommesse ed è ancora qui, accesa e brillante, pronta a illuminare il caos del nostro tempo e a raccontare, ancora una volta, con passione e con tenacia, l'umanità e il suo inquieto andare.
Paola Artoni, mostra "Trento Longaretti, la luce della pittura" – Galleria B&B, Mantova, 2005/2006

....Ecco, io non so come Longaretti prenderà questa nota che lo riguarda: spero non se ne abbia a male, più che tanto, almeno. E' sempre troppo difficile scrivere di qualcuno che si conosce. E su di lui è incerto il giudizio comune. Se si discute di lui ciascuno dei presenti si vanta di avere un suo quadro ... anzi più di uno ... che certo i temi sono spesso simili ... i mendicanti, viandanti, pellegrini, ... oppure i paesaggi ... l'idea dell'ebraismo continuamente in fuga ... come poi in fondo tutti, in fuga da qualcosa. Ma poi è probabilmente più stimato che amato, perchè non si riesce bene a capire, non si sa in quale gruppo o corrente sistemarlo, nelle chiacchiere comuni. Forse, senza la pretesa di voler rivelare nulla, è da qui che si deve partire ....
Giovanni Valagussa, mostra "Religiosità nell'arte di Longaretti – Dipinti – acquarelli – disegni – incisioni 1938-2005", Museo Civico Bellini, Sarnico, 2005/2006



.... Drammatica per quel senso di desolato abbandono, per quel senso di solitudine e malinconia senza scampo, la pittura di Trento Longaretti continua a dare fremiti di vita vera a ritratti e paesaggi. Anche oggi il suo "mondo umano, molto umano, dove domina il sentimento, e non il sentimentale", la sua folla di umili, emarginati, vittime di guerre e violenze torna a essere di sorprendente attualità....
Licia Spagnesi, mostra "Trento Longaretti - Dipinti 1928-2005", Villa Manzoni, Lecco 2005/2006
.... per il Nostro pittore il male è prodotto dagli uomini che infliggono ai propri simili oltraggi inaccettabili. Da cosa fuggono i vagabondi di Longaretti? Da una città in fiamme, da una terra occupata, da cacciatori di teste di ogni specie. E dove vanno? Questo non è dato saperlo. Vanno per andare e cercano un po' di requie al proprio vagare ....
Anna Caterina Bellati, mostra "Trento Longaretti – Dipinti 1928-2005", Villa Manzoni, Lecco 2005/2006


.... La componente onirica e fiabesca di alcuni suoi dipinti ci proietta emotivamente in un'atmosfera chagalliana, magica e surreale, animata da figure spettrali di uomini, donne, bambini, così leggere nelle loro pose e nei loro atteggiamenti da sembrare eteree ed evanescenti. Il grande senso di liricità a trascendenza che promana dai suoi dipinti cattura istantaneamente la nostra percezione, focalizzandola sulla forma, che a differenza deel contenuto si ferma al dato puramente estetico.
Claudio Strinati, mostra "In cammino" – Per i 90 anni di Trento Longaretti, Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, Roma, 2006


..... i Suoi quadri si potrebbero definire delle poesie in pittura o, se si preferisce, delle pitture in versi. Tramontata infatti la grande utopia dell'arte concettuale si è tornati ad apprezzare in un'opera d'arte la cura fatturale con cui essa è eseguita, senza per questo nulla togliere al suo valore intellettuale: ed anche sotto questo aspetto Longaretti, insieme "faber" e poeta, docet.
Sergio Rossi, mostra "In cammino" – Per i 90 anni di Trento Longaretti, Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, Roma, 2006


..... Il credo filosofico dell'artista si manifesta a tutto campo nei singoli dipinti; anzi, in quelli più recenti, di ispirazione possente e visionaria, acquista il vigore di una non rassegnata protesta, nell'intensa partecipazione ai problemi sociali e morali di intere generazioni, che nel mondo si sono susseguite alla ricerca di rinnovati parametri etici; patrimonio indispensabile per l'uomo del passato come per quello globalizzato di oggi.
Elisa Motta e Gianni Barachetti, mostra "Trento Longaretti – Lo sguardo della saggezza", Museo Basilica, Clusone 2006

..... Il dialogo tra le forme e i segni ha vissuto di questo superba visualizzazione. L'alternarsi dell'epica e dell'elegia, nel mutare dei registri narrativi, ha identificato nel cromatismo di Longaretti l'elemento ordinatore di un sentimento sempre sorvegliato, sino allo sfinimento e allo sfilacciamento dell'ultimo grumo di colore.
Fernando Noris, mostra "Trento Longaretti novant'anni", Sala Manzù, Bergamo 2006

.... La sequenza di Humana Pictura, nel suo cristallino distacco emotivo, nella cancellazione quasi delle passioni, vuole forse preconizzare se non la fine del dramma, una pausa, una sospensione dell'affanno, per riprendere aire ed energia, dopo secolari peregrinazioni; anche perchè l'artista stesso ormai si è totalmente identificato con i suoi protagonisti; semplice viandante;fidente senza arroganza.
Carlo Pirovano, mostra "Trento Longaretti Humana pictura – il ritorno a casa", Sala Mostre -Cassa Rurale, Treviglio 2006


Di Trento Longaretti conosciamo la bella capacità di usare il colore, forte e carico, che surriscalda in accostamenti e sfumature la superficie della tela, fino a farla cantare su armonie, contrappunti, dissonanze. ....... E' una sorpresa allora affrontare i suoi disegni, una lunga serie di fogli realizzati costantemente lungo tutto il percorso dagli inizi ad oggi, che formano una sorta di via parallela a quella principale della pittura, con accostamenti e allontanamenti, slanci e rimeditazioni, fogli conservati come in un diario che pare preparato più per se stesso, che per essere dato alle stampe. Sarà dunque una sorta di intrusione nella dimensione personale l'esposizione di queste opere? Probabilmente si .....
Giovanni Valagussa, mostra "Trento Longaretti – Disegni 1936-2006", Chiostro San Francesco, Bergamo, 2006/2007

Le figure di Longaretti, cariche di poesia, lasciano indefinito il domani come quello di una ignota avventura e mi sembra proprio questa la chiave di lettura dell'arte di Longaretti che di quadro in quadro ci dà il senso di prolungarsi di una musica che egli ha raccolto dalla sua terra, patria del grande compositore Gaetano Donizetti.
Raffaele De Grada, mostra "Trento Longaretti – Opere inedite", Civico Museo Parisi-Valle – Maccagno (VA), 2007


L'omelia di Longaretti è pimento virtuoso, dolore incarnato che s'affretta a divenire didattico più che empatico o irrazionale. Ma di questi ri-quadri se ne coglie un abbraccio composto, mai eccedente, un atomo di male trasfigurato in parabola esemplare.
Anita Tania Giuga, mostra Omaggio a Trento Longaretti: "Falso Movimento, Storia e Presente: un connubio possibile" – Galleria L.I.B.R.A. Arte Contemporanea – Catania, 2007

La maternità in Trento Longaretti: nella sequenza delle tele ritrae con stupore il mistero materno di Maria e il suo essere donna. Da oltre settanta anni dipinge incantato, da poeta, la "piena di grazia" nell'umiltà e povertà, significando in lei la femminilità che accoglie e protegge la vita. Profonda ricerca, umana ed estetica, della madre, nella cui figura si svela il dono dell'amore, la gioia del dare, la sofferenza di non poter dare di più, l'affetto che colma il vuoto che angoscia il tempo.
Giovanni Bonanno, Giubileo di Ficarra "Magnificat" - Esposizione Nazionale d'Arte Contemporanea – Omaggio a Trento Longaretti – Palazzo Baronale e Fortezza – Ficarra (Me), 2007


Un Maestro del Novecento che ha traghettato in questo terzo millennio la coscienza vigile dell'uomo. ....... Se si vuole raccontare il cuore del pittore si deve allora tornare alle origini: troveremo, allora come ora, la stessa partecipazione sofferta al tumulto dell'animo umano, alle sue passioni e ai suoi dilemmi.
Paola Artoni, mostra "Trento Longaretti", Pinacoteca Civica "A. Modigliani" – Follonica (GR), 2007/2008

E' un segno sottile quello delle incisioni, che prima respira sul foglio in grandi tratti falcati per delimitare lo spazio, individuando i contorni principali delle figure,poi si infittisce nel tratteggio metodico delle ombre, con linee precise e parallele come quelle di una prospettiva...... E alla fine questo segno si attorciglia, raggomitolato in nodi inestricabili, per descrivere mani e visi percorsi dalle rughe, dalla fatica del tempo, del lavoro, delle preoccupazioni.
Giovanni Valagussa, mostra incisioni "Trento Longaretti Maurizio Scotti – Vent'anni di collaborazione – Centro Civico Culturale – Treviglio (BG), 2008


La figura materna tra sacralità e coraggio
Il cielo stellato sopra di noi, la legge divina dentro di noi
La Pictura Humana per dire il mondo degli umili. ........................ Sotto cieli stracolmi di lune, la razza umana vaga senza avere ancora compreso come salvarsi da se stessa.
Anna Caterina Bellati, mostra "Longaretti – Acquarelli" – Fondazione Credito Bergamasco – Bergamo – 2008


In tutta la storia di Longaretti si registra un'oscillazione tra un sentimento del mondo che s'esprime nella raffigurazione di temi connessi a talune fondamentali riflessioni sulla vita e sul destino dell'uomo, e una risentita presa di coscienza di come quei medesimi temi, calati nel nostro tempo, assumano i connotati del dramma.
Gianfranco Bruno, mostra " Trento Longaretti - Opere 1940-2008" - Fondazione Mazzotta – Milano – 2008

I suoi personaggi sono sempre immersi in un fluido, in un cammino, in una dimensione sia onirica ma anche realista. Sono in queste icone: icone di un mondo periferico che apparentemente vive e pulsa ai confini della realtà ma che risulta essere poi depositario di una poesia arcaica che appartiene ad ognuno di noi.
Renato Miracco, mostra "Trento Longaretti - 1967-2009 Dipinti" – Istituto Italiano di Cultura New York – 2009


La natura morta trova fondamento in una visione segreta delle cose che, staccate dal loro valore d'uso, assumono una nuova vita misteriosa nello spazio destinatogli dal pittore. ............Dal punto di vista concettuale la natura morta come forma di riproduzione del reale sottolinea il passaggio delle cose viste nella loro "finzione". Gli oggetti cui l'uomo ha attribuito un peso legato alla necessità, una volta entrati in un quadro diventano portatori di significati e valori estetici autonomi. .............. Il fiore – La frutta – I contenitori – L'uovo – La scodella bianca ........
Anna Caterina Bellati, mostra Longaretti "La metafisica delle cose" – Palazzo Credito Bergamasco – Bergamo – 2009

....... I soggetti di Longaretti sono avulsi, in buona parte, da una geografia ben determinata. Lo spiega egli stesso: L'andare delle mie figure è metaforico, intende l'andare fisico da una parte all'altra del pianeta per paura, fame, guerra, genocidi e altre forme drammatiche, oppure per desiderio di un mondo migliore, se si vuole la cosiddetta felicità (....) La domanda famosa "chi siamo, dove andiamo".
Vera Agosti, mostra "Trento Longaretti – Opere scelte 1999-2009" – Galleria B&B Arte – Canneto sull'Oglio (Mn) – 2009
...... "chi siamo, donde veniamo, dove andiamo" è, non a caso uno dei rari interrogativi filosofico-letterari citato dall'artista nelle sue parche esternazioni verbali; per il resto il critico, e a maggior ragione lo storico, per le deduzioni ricostruttive avrà a disposizione, aperto e dispiegato, l'atlante dovizioso della sua pittura, gratificato da una vera e propria abbondanza biblica nei frutti della infaticata operosità che non è mai venuta meno per decenni e decenni.
Carlo Pirovano, mostra "Trento Longaretti – Opere 1931-2010" - Villa Manin Esedra di Levante – Passariano di Codroipo (Ud) - 2010


“Anche l’opera sacra, esplicitamente dichiarata tale nella scelta del tema e nella realizzazione, per il Professore nasce e si alimenta nell’avventura umana e in questa i vari personaggi si schiudono, in tutte le loro contraddizioni, all’interiorità della raffigurazione. Interessa l’uomo, disarmato nella sua solitudine, proteso nella fatica di camminare, tormentato nella ricerca”.
Mons. Tarcisio Tironi, mostra Longaretti – L’opera sacra – Museo d’Arte e Cultura Sacra, 2010

…“Secondo una prospettiva del genere, Longaretti si colloca nella tradizione più nobile di un saper fare che è garanzia di durata, condividendo il destino di chi gli ha insegnato la pittura e la sua moralità, Aldo Carpi. Le opere esposte in questa occasione ripercorrono i generi di cui sopra con una sicurezza sorprendentemente lieve, ma non devono essere guardate con leggerezza. Bisogna che l’occhio impari a viaggiarci dentro, a scoprire lentamente quanto si nasconde dietro il fantasma dell’immagine di superficie. Per loro tramite, Longaretti è altresì la dimostrazione vivente di come la qualità della pittura non possa che migliorare col tempo quando l’esercizio dei suoi caratteri di base sia solidamente fondato, dando consistenza e consapevolezza a una eventuale innata inclinazione.”
Antonello Negri, mostra Trento Longaretti – Verso i cento – Galleria della Biblioteca Angelica, 2012


“La consapevolezza critica della realtà umana nei suoi vari aspetti, personali, sociali, religiosi, conquista con determinazione quasi esclusiva l’attenzione dell’artista, al punto di plagiarne la volontà analitica; ne determina drasticamente il flusso dei pensieri, delle emozioni e di conseguenza la ricerca dei tramiti formali, segno e colore, luce e materia per restituirne in termine di poesia i valori; ma anche angosciose fragilità. L’uomo sempre l’uomo.“
Carlo Pirovano, mostra Longaretti mito e metafora – Spazio Oberdan, 2014

Autenticazione opere

Se sei in possesso di un'opera non autenticata  di Trento Longaretti e vuoi certificare l’originalità del dipinto noi dell’associazione possiamo aiutari a ottenere i certificati che ne confermino l’autenticità. Segui le istruzioni le istruzioni e compila il modulo di contatto.

Catalogo generale

Tramite l’associazione Trento Longaretti puoi ordinare il catalogo generale di 5 volumi contenenti tutte le opere e le informazioni dell’artista bergamasco Trento Logaretti.